I giardini del castello di Chantilly hanno ospitato un vero e proprio museo a cielo aperto dell’ingegneria automobilistica d’anteguerra. Quest’anno, la classe “Bugatti: Le Vetture da Competizione” ha offerto agli appassionati una panoramica impareggiabile sull’evoluzione tecnica della casa di Molsheim
Il trionfo del capolavoro: Bugatti Type 35 (1925) chassis/telaio #4449
A catalizzare l’attenzione dei giudici e del pubblico, conquistando la vittoria di classe, è stata la Bugatti Type 35 del 1925. Osservandola da vicino, salta subito all’occhio la purezza della linea del radiatore a ferro di cavallo e la cura maniacale del telaio. Dal punto di vista tecnico, la Type 35 rappresenta l’apice della filosofia di Ettore Bugatti: massima leggerezza e rigidità strutturale. Il cuore di questo gioiello è il motore a 8 cilindri in linea da 2 litri.La precisione millimetrica della distribuzione a tre valvole per cilindro, comandata da un singolo albero a camme in testa, garantiva un’efficienza volumetrica straordinaria.

Seconda classificata: La Type 51 (#51154)
A soffiare sul collo della vincitrice, conquistando un meritatissimo secondo posto di classe, è stata la splendida Bugatti Type 51 del 1930/1931, telaio numero 51154. Questo esemplare rappresenta lo zenit dello sviluppo delle vetture da Gran Premio a trazione posteriore di Molsheim.Nata come vettura ufficiale della fabbrica (Usine), questa Type 51 è stata guidata nei primi anni ’30 da campioni del calibro di René Dreyfus (secondo al GP di Dieppe del 1933), Louis Chiron e Robert Benoist, prima di entrare in collezioni leggendarie come quella del Principe Bertil di Svezia e dello stilista Ralph Lauren

Terza classificata: T13 BRESCIA (#1399)
Il podio d’onore della categoria si è completato con un pezzo di storia altrettanto inestimabile: la Bugatti Type 13 “Brescia” del 1921, telaio numero 1399. Si tratta di una delle vetture d’anteguerra più importanti al mondo, l’unica “Brescia” a vantare una storia competitiva ininterrotta e documentata fin dalle origini.Come si nota dal cofano nel nostro scatto, la vettura porta ancora con orgoglio la scritta “BUGATTI 4 N.S.W.” (New South Wales), lo stato australiano in cui i piloti Hope Bartlett e A.J. Roycroft la portarono al limite sull’ovale sopraelevato in cemento di Maroubra a oltre 160 km/h, sfruttando il suo leggerissimo telaio corto e il motore a 4 cilindri a 16 valvole originale
Anche se non vincenti non possiamo esimersi di pubblicare le foto delle altre meravigliose BUGATTI presenti nella categoria e anche in CATEGORIE diverse

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