La Carrera Panamericana Mexico 1950-1951-1952

La Carrera Panamericana Mexico 1950-1951-1952

Carrera Panamericana Mexico
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’Oro # Chassis 916600 ( foto ripresa dal libro La Carrera Panamericana Mexico )

Parlare della Carrera Panamericana Mexico,questo  il vero nome della corsa,non è semplice perchè si rischia di cadere nel retorico,in quanto quasi tutti i giornalisti o piloti sia dell’epoca che dei  nostri giorni lo hanno fatto.Chi scrive crede che affermare che forse sia stata la corsa stradale più affascinante della storia delle automobili non faccia storcere il naso  a nessuno,tantomeno agli amanti della ancor più famosa Mille Miglia.Forse questa gara aveva in più della classica italiana il fascino dei luoghi sconosciuti alla maggior parte degli appassionati,al fatto che molte persone del luogo forse non avevano mai visto una macchina che andava a più di cinquanta all’ora.  Fu un messicano Antonio Cornejo a pensare a una corsa per automobili che a tappe doveva percorrere da nord a sud il territorio messicano.La prima edizione datata 1950, si sviluppò per per quasi 3500 chilometri  divisi in nove tappe da disputarsi in in sei giorni,dal 5 al 10 Maggio e solo la prima l’ottava e la nona tappa occupavano un giorno interno.Le altre due tappe al giorno.Le strade erano quasi tutte in buono stato a parte qualche tratto da asfaltare e il percorso per lo più formato da  lunghi rettilinei e strade di montagna arrivava per la prima edizione a toccare anche altezze sul livello del mare di 3196 mt nel paese di Puerto Aire e dislivelli di fino a 2400 mt. Molti furono i problemi tecnici da risolvere che si sarebbero presentati nella corsa.I dislivelli di altezza provocavano problemi di carburazione non indifferenti e si doveva regolare i motori a regola d’arte perchè via via che aumentava l’altezza le potenze diminuivano.Anche i freni davano dei grattacapi notevoli in quanto i lunghi tratti in discesa perlopiù molto veloci e frequenti mettevano a dura prova i tamburi dell’epoca rendendoli a volte inefficaci.Non meno importanti i problemi delle gomme dovute alla forte abrasività dell’asfalto messicano.Altro grosso problema,questa volta non tecnico,era la popolazione dei luoghi che la Carrera Panamericana Mexico percorreva in quanto la curiosità che la gara infondeva portava i contadini a assieparsi lungo il percorso ignari del pericolo spesso accompagnati anche da animali al pascolo.Fu così che le autorità locali imponevano leggi severissime abbattendo anche animali che non permettevano il libero svolgimento della corsa.Per la prima edizione  potevano partecipare solo vetture di serie,chiuse e con almeno cinque posti.Erano alimentate da carburante Supermexolina e si potevano caricare a bordo pezzi di  ricambio e ruote di scorta.Parleremo ora della partecipazione delle auto italiane alla prima edizione.Furono iscritte due magnifiche Alfa Romeo 2500 SS affidati a due coppie di piloti di casa nostra,Bonetto-Bonini per il telaio 916600 con numero gara 103 e Taruffi-Ceroli per telaio 916602 con numero gara 90.Le auto erano state iscritte dall’ automobile Club d’Italia e facevano  parte della spedizione solo gli uomini dell’equipaggio  che arrivarono in Messico separati,cioè i piloti in aereo e i “secondi” in nave insieme alle auto

Alfa Romeo 2500 SS Freccia D'oro ripresa alla Mille Miglia 2016
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’oro ripresa alla Mille Miglia 2016

 

Le Alfa Romeo avevano  dalla sua una agilità sulle curve messicane superiori a tutte le loro rivali e questo permise a Taruffi di piazzarsi al quarto posto nella classifica generale alla fine della corsa,anche se durante la gara vicino alla città di Oaxaca mentre percorrevano una veloce curva la macchina per lo scoppio di una gomma fini fuoristrada.Purtroppo anche le gomme rimaste gonfie erano usuratissime e avevano urgenza di essere sostituite. Taruffi in una intervista a fine gare sostenne che l’Alfa Romeo decise di attenersi in modo molto rigido al regolamento cosa che non tutti  fecero e secondo la sua tesi se avessero  optato per il motore a tre carburatori con 122 cv invece di quella a un carburatore che sviluppava 90 cv la gara sarebbe andata in modo diverso.A proteggere i due equipaggi l’organizzazione mise a disposizione delle guardie armate che si occupavano sia delle auto che dei piloti.Si dice gente che non scherzava affatto.Faceva parte come primo pilota dell’altro quipaggio Felice Bonetto,un grande e veloce stradista che racconta il suo secondo quando era ora di controllare se i pneumatici erano ancora buoni invece di fermarsi lo faceva sporgere dal finestrino per controllarli.Fu comunque la spedizione Alfa Romeo assai  positiva anche se con qualche accortezza in più la classifica poteva essere diversa.Giusto per informazione vinse la corsa la Odsmobile 88 di  Mc Griff. Un attenzione diversa merita lo chassis 916600 in quanto è l’unico “Freccia D’Oro” dei due ancora esistente e perfettamente restaurato dal famoso collezionista siciliano Corrado Lo Presto.L’auto rimase in Messico dopo la Carrera del 1950 in quanto riportarla in Italia voleva dire spendere parecchi soldi di viaggio e rimase li  per più di 50 anni.Lo Presto fu interpellato dal proprietario che l’aveva presa per restaurarla e gli propose l’acquisto.L’auto torno in Italia e dopo un certosino restauro splende in  tutta la sua bellezza.Un piccolo aneddoto.Il figlio del pilota Bonetto che l’aveva guidata in Messico appena la vide andò subito  a vedere gli  interni.Voleva vedere se c’erano ancora le bruciature di sigaretta fatte da suo padre,incallito fumatore.Erano ancora li in  quanto la tappezzeria non fu sostituita ma solo restaurata. Le foto che seguono sono state gentilmente offerte dalla Collezione Lo Presto

Alfa Romeo 2500 SS Freccia D'Oro 916600 oto della Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’Oro 916600 foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D'Oro 916600 oto della Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’Oro 916600 foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D'Oro 916600 oto della Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’Oro 916600 foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto
foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’Oro 916600 foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto
foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto
Alfa Romeo 2500 SS Freccia D’Oro 916600 foto gentilmente donate  dalla Collezione Corrado Lo Presto

L’edizione 1951 sarà ricordata per il primo e il secondo posto della Ferrari 212 INTER della scuderia Cornacchia iscritte alla corsa dal”CENTRO DEPORTIVO ITALIANO”.Fu la coppia Taruffi-Chinetti a vincere ( n°gara 34 # chassis 0163EL colore rosso ) davanti come detto all’altra coppia formata dagli amici Ascari-Villoresi ( n°gara 9 # chassis 0612 EL colore blu ).Non fu però una vittoria semplice.Le auto erano equipaggiate con gomme Pirelli SUPERSPORT che dettero  parecchi problemi per quanto riguarda il consumo dei battistrada.Furono allora adottate le gomme della GOODRICH che si  comportarono  molto  meglio dei Pirelli portando le auto alla vittoria finale.Le 212 erano auto dotate di motore a 12 cilindri di 2560 cc erogando una potenza di 165 CV a 7000 g/m con un peso a secco di 1200.Il serbatoio poteva contenere fino a 122 LT di benzina SUPERMEXOLINA fornita dalla Pamex. Velocità di circa 22o Km/h.Le auto italiane furono le prime Ferrari a recare sulla carrozzeria scritte pubblicitarie che per la gara messicana furono quelli dei lubrificanti SINCLAIR che avevano come logo un piccolo dinosauro.Anche le Lancia fecero parte della spedizione in Messico.Questa edizione si svolse dal 20 al 25 Novembre percorrendo il territorio messicano da sud verso nord,in otto tappe con un giorno di riposo per un totale di 3113 Km e ne fecero parte circa 90 equipaggi per la maggior parte americani anche famosi per quell’epoca per le loro partecipazioni e anche qualche affermazione ( per esempio Troy Ruttman nel 1952 ) alle gare di Indianapolis. Invece il vincitore della scorsa edizione,Mc Griff gareggio con una Odsmobile del 1951 ma dovette ritirarsi di 5000cc di cilindrata ma si ritirò per l’incendio del veicolo procurandosi anche serie ferite. Qualcosa a livello di regole era cambiato.Le cinture di sicurezza erano diventate obbligatorie anche se di derivazione aereonautica in  quanto ancora non si costruivano per gli autoveicoli.Il serbatoio doveva contenere il carburante in quantità tale da poter affrontare senza rifornimento la tappa più lunga,la LEON-DURANGO di 537 Km.Anche il montepremi fu aumentato e più equamente diviso.Sotto la tabella con i relativi premi:

1°class. 2°class. 3°class. 4°class. 5°class. Dal 6°al 10°class. Vincitore di tappa
200.000 Pesos 125.000 Pesos 100.000 Pesos 50.000 Pesos 25.000 Pesos 10.000 Pesos 5000 Pesos

Anche una signora tale Evans Lopes gareggiò alla Carrera e anzi fu presente a tutte le edizioni senza mai però lasciare un segno tangibile a livello di  pilotaggio o di classifica.Tale Carlos Panini di chiara origine italiana che in Messico era diventato piuttosto famoso per essere pilota dell’aviazione civile partecipò insieme alla figlia Teresa con una bellissima Alfa Romeo 2500 SS. Purtroppo in un incidente in gara trovò la morte.E i piloti  europei? Non moltissimi per la verità ma di grosso spessore agonistico.Villoresi,che aveva vinto nel 1951 la Mille Miglia,Ascari vice campione del Mondo dello stesso anno,Taruffi che con Ferrari che con Ferrari aveva concluso la sua stagione facendo ottimi risultati e infine Chinetti vincitore nel 1949 della 24 ore diLe Mans.Con le Lancia gareggiavano le coppie formate da Bonetto Volpini e l’altra Aurelia era affidata a Bracco Arguelles. Anche Chiron prese il via a bordo di una Delahaye 175.Le Lancia dei due equipaggi italiani non erano ufficiali ma semi-ufficiali in quanto il figlio di Vincenza Lancia,Gianni, stava cercando di far scendere le sue auto in modo ufficiale nel mondo delle corse.Nella carrera del 1951 ci riuscì in parte facendo acquistare le due Lancia ai piloti italiani.Diversa era la situazione dei piloti italiani.da una parte Bonetto che correva sia per passione ma anche per vivere.Bracco invece,noto commerciante biellese correva solo per pura passione.

MODELLO EQUIPAGGIO CHASSIS # GARA # RISULTATO CONCORRENTE
FERRARI 212 EXPORT ASCARI-VILLORESI 0161EL 9 CENTRO DEPORTIVO ITALIANO
FERRARI 212 EXPORT TARUFFI-CHINETTI 0163EL 34 CENTRO DEPORTIVO ITALIANO
LANCIA AURELIA B20 BONETTO-VOLPINI B20-1300 91 RITIRATO CENTRO DEPORTIVO ITALIANO
LANCIA AURELIA B20 BRACCO-ARGUELLES B20-1010 101 RITIRATO CENTRO DEPORTIVO ITALIANO

La gara iniziava con la percorrenza di strade costellate da molte curve e strade a saliscendi intervallati da lunghi rettilinei.Le due Ferrari e le due Lancia dominarono i primi chilometri della prima tappa ma poi per entrambi gli equipaggi arrivarono i primo problemi.Di gomme per le Ferrari e tecnici per le Lancia tantochè la prima tappa fu vinta da Trevaux con una Packard.Bonetto con l’Aurelia si dovette ritirare per un problema alla guarnizione della testa ma durante la note qualcuno aveva sabotato l’auto tenuta incustodita tagliando il manicotto dell’acqua.Fu così che data la non florida situazione finanziaria Bonetto dovette vendere la Lancia non potendo sostenere le elevate spese di trasporto fino all’italia.Purtoppo ci fu anche la prima vittima,Josè Estrada Menocal pilota molto popolare in Messico uscì di strada per un problema ai freni della sua Packard finendo in burrone.Sembra che prima del via avesse detto” o vinco la gara o morirò per vincerla”.Delle 91 auto partite ne rimasero solo 68 alla fine della prima tappa.Le due Ferrari si prepararono alla seconda tornata della Carrera con pneumatici diversi.Ascari-Villoresi montarono le Goodrich messicane con il compito di collaudarle visto che eranomolto attardati in  classifica (  45°posto) mentre Taruffi-Chinetti adottarono i Pirelli tipo corsa con battistrada più sottile.Le gomme messicane si comportarono benissimo e aiutarono l’equipaggio italiano a imporsi nella seconda tappa procedendo Bracco con gomme Michelin X. Taruffi- Chinetti  giunsero terzi anche loro contenti delle Pirelli  Corsa e nella seguente tappa la la Puebla Città del Messico stabilirono anche un nuovo record regolando la Lancia Aurelia di Bracco al secondo posto.Ascari Villoresi giunsero molto attardati per frequenti cambi di gomme.Guidava la classifica dopo la terza tappa la Mercury di Troy Ruttman ma Taruffi Chinetti gli erano subito dietro.Per quanto riguarda gli equipaggi italiani la classifica dopo la terza tappa era la seguente:

MODELLO EQUIPAGGIO CHASSIS # GARA # RISULTATO
FERRARI 212 EXPORT ASCARI-VILLORESI 0161EL 9 13°
FERRARI 212 EXPORT TARUFFI-CHINETTI 0163EL 34
LANCIA AURELIA B20 BONETTO-VOLPINI B20-1300 91 RITIRATO
LANCIA AURELIA B20 BRACCO-ARGUELLES B20-1010 101 18°

Nella quarta tappa,Città del Messico-Leon di 430 Km,ci fu il sorpasso della Ferrari 212 di Taruffi ai danni della Mercury di Ruttman. L’auto italiana fu avvantaggiata sulla poderosa americana dotata di freni migliori e di una tenuta di strada eccezionale.La tappa fu vinta dall’altra Ferrari di Ascari ma l’equipaggio Taruffi-Chinetti balzò al comando della classifica generale.Bracco fu costretto al ritiro a causa di un brutto incidente a causa del ribaltamento dell’auto dovuto a una entrata in curva troppo veloce.Nella quarta giornata (  24 Novembre ) si sarebbero svolte la sesta e la settima tappa per un totale di 704 Km.Ascari-Villoresi vinsero la sesta tappa portandosi al secondo posto nella classifica generale.I due equipaggi italiani stavano proseguendo con prudenza senza sforzare gomme e organi meccanici convinti ormai,visto che la gara stava volgendo a termine,di arrivare tranquillamente al  1° e al 2° posto di questa edizione 1951.E in effetti questo fu l’ordine di arrivo alla bella media oraria di quasi 142 Km orari.Delle 91 auto partite il 20 Novembre da Tuxtla Gutierrez solo 35 arrivarono al traguardo  dopo 3113 Km.Taruffi diventò molto popolare in Messico e commentando dopo alcuni anni la sua vittoria disse che forse aveva vinto l’edizione meno impegnativa di quelle dove aveva partecipato.La scuderia Guastalla tornò in patria con ricco bottino dovuto alla vittoria e secondo posto finali e a varie vittorie di tappa.Ma sommando sia i costi che il grande aiuto del “Centro Deportivo Italiano”non rimase molto da dividersi.Anche le autonon furono riportate in Italia ma vendute in Messico.Si sarebbero poi riviste nella successiva edizione.E le Lancia Aurelia? Anche quelle rimasero in terra messicana ma non molto tempo fa sono state ritrovate da collezionisti e dopo attente e lunghissime operazioni di restauro sono ritornate a splendere

Lancia Aurelia b20 GT Chassis
Lancia Aurelia B20 GT Chassis B20-1010

 

La Carrera Panamericana Mexico del 1952,come del resto quella a seguire,fu seguita in modo ufficiale da diverse case automobilistiche,quali Ferrari Mercedes e Gordini.Per il volere degli americani per la prima volta ci furono due categorie ben distinte:le SPORT BIPOSTO che da regolamento potevano essere sovralimentate e avevano la possibilità che telaio e motore non appartenessero alla stessa marca.Importante che quest’ultimo non fosse sostituito durante la gara previa esclusione.L’altra categoria,le STANDARD,dovevano essere per regolamento costruite in un minimo di 5000 esemplari,dovevano rispettare misure specifiche per quanto riguarda la carrozzeria e si aveva la possibilità di cambiare sospensioni e cerchi.Il regolamento non obbligava ma consigliava di fornire le auto di rollbar.Come ultimo non potevano,al contrario delle sport avere carrozzeria aperta.Al via si presentarono 92 partenti,meno del numero che gli organizzatori avevano previsto,27 SPORT e 65 STANDARD.Per quanto riguarda il montepremi fu diviso tra sport e standard.Sotto la tabella

1°CLASSIF.SPORT 2°CLASSIF.SPORT 3°CLASSIF.SPORT 4°CLASSIF.SPORT
150.000 PESOS 100.000 PESOS 60.000 PESOS 40.000 PESOS
1°CLASSIF.STANDARD 2°CLASSIF.STANDARD 3°CLASSIF.STANDARD 4°CLASSIF.STANDARD
100.000 PESOS 50.000 PESOS 25.000 PESOS 15.000 PESOS

La Ferrari si presentò in forma massiccia alla Carrera Panamericana Mexico sia in veste ufficiale,tramite Franco Cornacchia,che privata.Le 340 Mexico carrozzate da VIGNALE su disegno di Giovanni Michelotti potevano contare su un motore che rogava circa 280 CV con cilindrata di 4100 cc.Come ra già accaduto nella scorsa edizione,le macchine di Maranello venivano preparate in  fretta e pronte all’ultimo minuto per il fatto che la casa dava spazio  al Mondiale Formula Uno che lo riteneva prioritario.Mondiale che difatti Ascari a bordo di una 500 F2 vinse.Le Ferrari dovevano essere quattro,tre coupè e una spider ma dato che  le auto  dovevano essere di proprietà dei corridori al 50% ( l’altra metà apparteneva a Cornacchia) Taruffi declinò l’incarico correendo con una ODSMOBILE 88 fornita da un concessionario messicano.Non andò in porto invece la sua partecipazione con le Mercedes ufficiali.Gli sponsor erano aziende messicane.La SINCLAIR lubrificanti che si accollò l’oneroso trasporto dall’italia che avvenne da Genova il 19 Ottobre, e la INDUSTRIAS 1.2.3. produttrice di detersivi.Bracco partecipò con una 250 S che portò lui stesso alla vitoria della Mille Miglia del 1952 e a Pescara sempre nello stesso anno.La stessa auto partecipò con Ascari Villoresi alla 24 ore di Le Mans.

MODELLO EQUIPAGGIO CHASSIS # GARA # CONCORRENTE
FERRARI 340 MEXICO ASCARI-SCOTUZZI 0226AT 14 INDUSTRIAS 1-2-3
FERRARI 340 MEXICO VILLORESI-CASSANI 0222AT 16 INDUSTRIAS 1-2-3
FERRARI 340 MEXICO CHINETTI-LUCAS 0224AT 20 INDUSTRIAS 1-2-3
FERRARI 250S BRACCO-BRONZINI 0156ET 8 INDUSTRIAS 1-2-3
FERRARI 212 EXPORT IBARRA-SOLAR 0161ET 13 INDUSTRIAS 1-2-3
FERRARI 212 EXPORT AGUILAR-RAMIRE 0163ET 12 CROM
FERRARI 212 EXPORT ECHEVARRIA-VILLEGAS 0239EU 5 ECHEVARRIA
FERRARI 212 EXPORT HILL-STUBS 0131E 9 GUILBERSON
FERRARI 340 GHIA MC AFEE- MC AFEE 0142AL 17 TONY PARRAVANO

Pur avendo problemi finanziari non da poco Gordini  partecipò alla Carrera Panamericana Mexico con due vetture barchetta grazie anche all’aiuto di imprenditori messicani.La spedizione parte dal porto belga di  Anversa il 3 Novembre composta dalle auto dai  meccanici e tutto  ciò che  serviva per ben figurare in terra messicana.Le auto francesi pur non potentissime avevano dalla sua un peso molto  basso,circa 700 Kg  con gomme di scorta sopra il  cofano posteriore e partirono  in gara con un solo elemento.La Lancia,seppure non in forma ufficiale in quanto le auto erano di proprietà dei piloti,schierò tre Aurelia B20 GT  a motore 6 cilindri con turbocompressore ROOTS in grado di erogare una potenza di 150 Cv.Carrozzeria in alluminio  e gomme Michelin XGli equipaggi erano così formati: Bonetto,che era alla terza esperienza in terra messicana,parti da solo con la numero 21 ( Chassis #1505) Cabianca-Menato numero gara 22  (Chassis #1511 ) e il giovane Maglioli faceva coppia con l’amico Bornigia con la numero 26 ( Chassis #1506 ).Sponsor ufficiale Lancia Valvoline famosa per i suoi lubrificanti.Ci fu anche una quarta Aurelia ma con motore privo di compressore affidata a un architetto messicano.Di ben altra sostanza fu la spedizione in Messico della Mercedes.

Mercedes 300 SL PROTO alla Mille Miglia.Vetture identica a quella che partecipò alla Carrera 1952
Mercedes 300 SL PROTO alla Mille Miglia.Vetture identica a quella che partecipò alla Carrera 1952

La marca tedesca si presento con le 300 SL PROTO che avevano vinto fra l’altro poco prima la 24 ore di Le Mans dotate di un telaio tubolare leggerissimo e spinta da un 6 cilindri con 175 CV di potenza.Per capire l’importanza che la Mercedes dette alla Carrera Panamerica Mexico basta analizzare questi numeri:23 persone tra meccanici piloti e tecnici,13 vetture, solo quattro quelle da gara,le restanti usate per ricognizioni o per assistenza tecnica e due camion.Gli equipaggi,agli ordini del direttore sportivo Neubauer, erano così composti:

MODELLO EQUIPAGGIO CHASSIS # GARA # CONCORRENTE
MERCEDES 300 SL PROTO LANG-GRUPP 194010-0005/52 3 DAILMER BENZ
MERCEDES 300 SL PROTO KLING-KLENK 194010-0008/52 4 DAILMER BENZ
MERCEDES 300 SL PROTO SPIDER FITCH-GEIGER 194010-0009/52 6 DAILMER BENZ

Le Mercedes montavano gomme Continental e durante le prime tappe dettero problemi e alcune scoppiarono. Kling aveva suggerito di montare pneumatici Englebert ma il contratto con Continental non dava spazio a ripensamenti.Anche una giovane Porsche prese il via alla Carrera non due auto,un coupè e una spider con al volante due piloti tedeschi abbastanza famosi in patria.Pur disponendo di un 4 cilindri 1500 di cilindrata di appena 70 cv raggiungeva una velocità prossima ai 180 Km/h.Nella prima tappa non mancarono certo le sorprese e alcuni piloti importanti sicuri di un ottimo piazzamento si  ritirarono.Ascari dopo nemmeno 150 chilometri uscì di strada distruggendo la 340. Manzon con la Gordini fece appena in tempo a fare 40 Km che il motore lo piantò in asso.Dopo durante un intervista disse che quel ritiro lo accolse come una liberazione in quanto la sua auto non stava in strada e sia lo sterzo che i freni non erano adatti a quella gara.Anche Bonetto uscì di strada causa una foratura.La sua auto si capovolse e subì un principio di incendio subito domato.Riusci a farla ripartire ma poco dopo si ritirò in modo definitivo.Anche l’altra Lancia ebbe problemi al motore e percorreva la gara a singhiozzi.Anche le Mercedes ebbero problemi di varia natura.Quelli tecnici erano dovuti al consumo delle gomme molto veloce.NEI rettilinei veloci che seguivano le curve sia a destra che a sinistra le Continental si usuravano a tal punto che esplodevano.Ne fece le spese Kling che dovette per due volte cambiare gomme.Sempre Kling ebbe un altro problema,questa volta  legato a un volatile che prese in pieno il parabrezza della sua 300 SL.Il suo navigatore era stato colpito in fronte e perdeva sangue.Riuscirono a ripartire,si staccò anche il lunotto posteriore e  un altra gomme esplose.Una prima tappa da dimenticare.Senza contare che l’altro equipaggio investì un cane.Le Ferrari per il momento non ebbero alcun problema alle loro Pirelli PESCARA,solo Villoresi fu attardato per problemi dovuti  alla accensione.Bracco si fece il secondo tempo con la sua 250 complici una preparazione attenta e esperienze fatte nelle passate edizioni.Si dice che portò per questa corsa 200 gomme Pirelli.Fu però Behra con la Gordini 17 a fare il miglior tempo nella prima tappa.Riuscì a fare 530 Km senza mai cambiare le gomme e abbassò il tempo che Trevaux fece nella stessa tappa l’anno prima di 30 minuti.Il pilota della Gordini nella seconda tappa stava facendo ancora meglio distanziando ancora di più i suoi avversari ma una uscita di strada nell’affrontare un piccolo ponte lo escluse dalla gara.Riporto alcune fratture ma le conseguenze potevano essere mortali.L’auto rimase incastrata tra due rocce e le gomme che stavano sul cofano posteriore fecero uno spessore tra lui e le pietre salvandolo.Fu Villoresi a fare il miglior tempo nella tappa Oxaca-Puela percorrendo i 412 Km in poco più di tre ore.Seconde e terze le Mercedes.Quarto Bracco.Si ritirò la Porsche Coupè. Sempre nello stesso giorno,dopo mezz’ora di riposo, si corse la terza tappa,la Puebla-città del Messico di 130 km passando per il punto più alto della corsa,3196 metri sul  livello del mare.Kling racconta che potè grazie alle molte curve di quella tappa a intravedere la Ferrari 340 Mexico di Villoresi ma quest’ultima appena si presentava un rettilineo scappava dalla sua vista.Vinse ancora uno scatenato Villoresi.Bracco era in testa dopo questa tappa seguito dalle Mercedes e dalla 340 di Mc Afee. Sesto Maglioli su Lancia Aurelia.Fino a quelo momento delle 92 auto partite 60 erano ancora in corsa.Furono i lunghi rettilinei della quarta tappa che portava i concorrenti da Città del Messico a Leon di 430 Km a far primeggiare ancora la fantastica 340 Mexico di Villoresi.Kling rimase un po attardato per il nuovo scoppio di n pneumatico e i tecnici Mercedes decisero di far correre le loro auto con le Continental tipo AVUS più adatte alle alte velocità.Dopo la consueta sosta di trenta minuti partì la quinta tappa,la più lunga,537 Km  che separavano Leon da Durango.Quasi mille chilometri in un solo giorno.Fu la tappa che decise la corsa.Villoresi con la sua andatura più adatta a un aereo che a un auto si fermò lungo il percorso lamaentando forti vibrazioni al cambio che fecero cedere entrambi gli spinterogeni.Un problema che forse con una preparazione più attenta dell’auto poteva essere risparmiato.Vinse la Mercedes di Kling ma Bracco giunto secondo rimase per il momento in testa alla corsa.Fu nella sesta tappa che la Mercedes si portò in prima posizione rimanendoci fino alle fine vincendo tutte le atre tappe rimaste.Bracco era sicuro prima della partenza da Parral che la sua Carrera sarebbe terminata li.Un deciso calo delle prestazioni della sua 250 e la conseguente rottura del 12 cilindri dopo nemmeno 30 Km dalla partenza costrinsero Bracco al ritiro.Un peccato per il velocissimo pilota biellese.Ma non solo velocissimo anche dotato di un asportività di altri tempi.Fu proprio lui all’arrivo della Carrera Panamericana Mexico il primo a congratularsi con Kling per la sua vittoria.Le Mercedes vinsero le tappe numero sette e otto a medie pazzesche per una corsa stradale:218 km all’ora di media nella settima tappa!Ma forse a sorprendere di più in quella ultima tappa fu Maglioli.La sua Lancia capace di una velocità massimo di circa 215 km/h tenne una medi a di poco meno di 200 all’ora. Pazzesco!A non rendere troppo amaro il risultato delle Ferrari ci pensò Chinetti arrivando terzo con la Sua 340.Quarto Maglioli,senza dubbio  la nota più bella per lo sport italiano in quella gara.La Mercedes vincendo la Carrera Panamericana Mexico vide  le sue vendite negli Stati Uniti salire di moltissimo.Ma fu molto importante anche per l’industria tedesca che riusc’ in poco tempo a risollevarsi dopo il conflitto mondiale che l’aveva vista sconfitta.Fu una corsa velocissima e furono battuti molti record compreso quello che Taruffi aveva stabilito l’anno prima con la sua vittoria.Una bellissima Carrera si era chiusa pronta a ripresentarsi 12 mesi dopo.

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