Chantilly Arts & Elegance 2026 Hommage Ercole Spada

Omaggio a Ercole Spada

Dai capolavori degli anni ’60 nati per le corse, come le leggendarie Lancia Fulvia Competizione e la pluripremiata Alfa Romeo Giulietta SZ Coda Tronca, fino alle provocazioni stilistiche più estreme come la rarissima Ferrari FZ93 derivata dalla Testarossa, questa selezione rappresenta un viaggio nella mente di un visionario. Ogni vettura esposta non è semplicemente un’automobile, ma la testimonianza di come il coraggio, lo stile italiano e lo studio dei flussi d’aria abbiano saputo riscrivere, pannello dopo pannello, le regole del design internazionale.Presenti nella categoria anche la Lancia Flavia SPORT,la BIKINI auto da spiaggia,la rarissima e modello unico Rover TCZ 200S, e l’ Alfa Romeo Junior 1600


Auto vincitrice della Categoria ” OMAGGIO A ERCOLE SPADA” è stata la particolarissima Alfa Romeo SZ Coda Tronca del 1961.Rappresenta una pietra miliare nello studio dell’aerodinamica applicata alle auto sportive. La sua caratteristica “coda tronca” (o coda di Kamm) venne pensata da Ercole Spada proprio per ridurre la resistenza all’aria e aumentare la velocità di punta senza appesantire la vettura

Chantilly Arts & Elegance 2026 Alfa Romeo SZ CODA TRONCA

Chantilly-Arts-Elegance-2026-Rover-TCZ-200-S

La piazza d’onore della Categoria viene assegnata al pezzo unico Rover TCZ 200 S del 1965.Costruita da Zagato sul telaio della berlina inglese Rover P6, Spada disegnò un’affilata carrozzeria coupé 2+2 interamente in alluminio. Rispetto alla vettura di serie, era circa 10 centimetri più bassa e oltre 200 kg più leggera.Presentata originariamente al Salone di Torino e Ginevra del 1967, l’auto introduceva chicche futuristiche come il lunotto posteriore apribile elettricamente per migliorare la ventilazione dell’abitacolo. È rimasta allo stadio di prototipo unico


Chantilly Arts & Elegance 2026 Lancia Flavia SPORT

La terza premiata è la Lancia Flavia Sport Zagato del 1963 una delle interpretazioni più anticonvenzionali e audaci del designer italiano.Caratterizzata da linee spigolose, un parabrezza molto inclinato e una particolarissima vetratura laterale che si estendeva parzialmente sul tetto. La carrozzeria era interamente in alluminio battuto a mano e montava un motore 4 cilindri boxer da 1.5 o 1.8 litri. Grazie alla trazione anteriore e al baricentro molto basso impresso dalla configurazione del motore, offriva un’agilità eccezionale e una velocità massima vicina ai 180 km/h.


La Fulvia Sport Zagato rappresenta l’evoluzione più estrema della gamma.La versione Competizione venne alleggerita in modo drastico per l’impiego in pista e nei rally. La carrozzeria adottava pannelli in Peraluman (una lega leggera di alluminio e magnesio) molto più sottili, i finestrini laterali erano in plexiglas e l’abitacolo era ridotto all’essenziale per risparmiare ogni singolo grammo.Monta un motore 4 cilindri a V stretto (V4) da 1.300 cc derivato dalla Fulvia Coupé Rallye.Di serie esprimeva 87 CV, ma sulle versioni Competizione preparate per le gare veniva elaborato dal reparto corse o da officine specializzate (come Facetti), arrivando a erogare tra i 105 e i 120 CV. Il suo palmares sportivo è notevole: Targa Florio 1968 1969 1971,24 Ore di Daytona 1969 com Maglioli e Pinto arrivando addirittura 11° assoluta.

Con la Bikini L’idea era quella di creare una “spiaggina” super leggera e minimalista (da cui il nome Bikini), pensata originariamente per le località balneari e i noleggiatori turistici dell’epoca. Un veicolo spartano ma incredibilmente originale.

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