Eleganza sul Ghiaccio: Il Mio Racconto Fotografico di The I.C.E. St. Moritz 2023
Ci sono eventi che un fotografo automobilistico inserisce nella propria “bucket list” sperando, prima o poi, di poterli raccontare attraverso l’obiettivo. The I.C.E. St. Moritz (The International Concours d’Elegance) è senza dubbio uno di questi. Nel febbraio del 2023 ho avuto il privilegio di partecipare a questa straordinaria e l’esperienza è stata un perfetto connubio di adrenalina, freddo pungente e bellezza visiva assoluta.
Un palcoscenico unico al mondo
Le categorie del concorso
- Open Wheels: Monoposto degli anni ’50, ’60 e ’70 che sfrecciavano sollevando nuvole di neve fine. Vederle guidate con il corpo parzialmente esposto al vento gelido è stato un ritorno all’automobilismo eroico.
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Barchettas on the Lake: Splendide vetture scoperte a due posti, dove la purezza delle linee si fondeva con l’asprezza del paesaggio invernale.
- Le Mans 100: Una classe speciale creata per celebrare il centenario della mitica 24 Ore di Le Mans, con bolidi da endurance che hanno fatto la storia del motorsport.
- Concept Cars & One-Offs: Prototipi futuristici e modelli unici dal design dirompente.
- Queens on Wheels: Icone di assoluta eleganza del XX secolo, regine indiscusse di stile.
Oltre alle automobili, The I.C.E. è un evento di lifestyle dove si respira un’atmosfera internazionale e sofisticata. Tra gli oltre 11.000 partecipanti, piloti, collezionisti ed entusiasti provenienti da tutto il mondo si muovevano tra i padiglioni del villaggio e la pista con uno stile impeccabile, perfettamente integrato con il fascino senza tempo di St. Moritz.

Category:Concept Cars & One Offs
Lancia Strato’s ZERO BEST OF SHOW
Disegnata da Marcello Gandini per la Carrozzeria Bertone, nacque con un obiettivo ben preciso: stupire il pubblico al Salone dell’Automobile di Torino del 1970 e convincere la dirigenza Lancia (da poco acquisita da Fiat) ad affidare a Bertone il design dei propri futuri modelli sportivi.l dato che lasciava e lascia tuttora a bocca aperta sono le dimensioni: l’auto è alta appena 84 centimetri da terra. Era così incredibilmente bassa che Nuccio Bertone in persona, per presentare l’auto ai vertici della Lancia, decise di guidarla personalmente fino al quartier generale del marchio. Arrivato all’ingresso, anziché attendere l’apertura del cancello, passò direttamente sotto la sbarra di sicurezza della portineria, lasciando di stucco i guardiani e i dirigenti.Per mantenere la linea a cuneo esasperata e strutturalmente rigida, l’auto non ha portiere tradizionali. Per salire a bordo bisogna sollevare l’intero parabrezza anteriore in vetro (incernierato in alto), scavalcare il muso e lasciarsi cadere nei sedili, che sono praticamente integrati nel pavimento dell’abitacolo. Per agevolare l’ingresso, il piantone dello sterzo è snodabile e si ripiega in avanti.Nonostante le forme da astronave fantascientifica del XXI secolo, la base meccanica era sorprendentemente artigianale ed “ereditata” dal passato.L’impianto di illuminazione era pazzesco per l’epoca. Davanti c’è una sottile striscia orizzontale continua con 10 lampadine, mentre il posteriore è racchiuso da un anello di ben 84 piccole lampadine sequenziali che incorniciano la griglia del radiatore.L’esemplare unico rimasto (chassis C 1160) è stato venduto all’asta a Villa d’Este nel 2011 per ben 761.600 €, è passato di mano in prestigiose collezioni private americane e continua a vincere premi nei concorsi d’eleganza di tutto il mondo (come Pebble Beach e, appunto, St. Moritz).
Category:Open Wheels BEST CLASS
Maserati Eldorado M420
Prima del 1958, le auto da corsa europee correvano esclusivamente con i colori nazionali (il rosso per l’Italia, il verde per la Gran Bretagna, il blu per la Francia). La Maserati Eldorado cambiò le regole del gioco: fu in assoluto la prima vettura da competizione in Europa a essere sponsorizzata da un’azienda esterna al mondo dell’auto, la Eldorado Gelati.
La carrozzeria abbandonò il classico rosso Maserati per essere dipinta interamente di bianco panna, con il logo dell’azienda e il volto stilizzato del celeberrimo “cowboy” della Eldorado sulle fiancate e sul muso.L’auto fu costruita in tempi record per un evento unico: la 500 Miglia di Monza del 1958 (soprannominata Monzanapolis). Si trattava di una gara di velocità pura organizzata sull’anello ad alta velocità di Monza, nata per far sfidare i piloti e i bolidi europei di Formula 1 contro i giganti americani che correvano la 500 Miglia di Indianapolis. Per questo motivo, la Eldorado fu progettata seguendo i regolamenti e le logiche delle corse ovali statunitensi.
Category: Le Mans 100 BEST CLASS
Ferrari 500 MONDIAL Chassis 0424MD
In quella magnifica livrea celeste (Blu Francia) è stata una delle protagoniste più ammirate ed emozionanti di The I.C.E. St. Moritz 2023, dove ha non a caso trionfato nella categoria “Barchettas on the Lake.Dietro quel muso basso non ruggisce il classico V12 di Maranello, bensì un motore a 4 cilindri in linea da 2,0 litri (progettato dall’ingegner Aurelio Lampredi e ottimizzato da Dino Ferrari) capace di erogare circa 170 CV. All’epoca, la Ferrari dominava i campionati mondiali proprio con i propulsori a quattro cilindri, che offrivano una coppia pazzesca ai bassi regimi e una straordinaria leggerezza nei circuiti guidati e tortuosi rispetto ai frazionamenti più grandi.Vedere una Ferrari d’epoca da corsa non rossa fa sempre un certo effetto, ma nel caso dello chassis 0424 MD c’è un motivo storico preciso. Questa vettura fu schierata come auto ufficiale della Scuderia Ferrari al Gran Premio del Venezuela del 1955. Per l’occasione, Enzo Ferrari decise di farla correre dipinta con i colori nazionali francesi (il French Blu, che su quel modello assume una tonalità celeste acceso molto pastello) per omaggiare il pilota privato che l’aveva acquistata, il francese Yves Dupont. Fu l’unica volta in cui una vettura del team ufficiale di Maranello gareggiò in quella precisa tonalità.

Category :
BENTLEY Continental Convertibile
Category :
Aston Martin 2 Litre Speed Model chassis #
Questo modello,con targa HMK10,mantiene tutte le prerogative delle Aston da corsa di quell’epoca: freni e differenziale da competizione e tutto ciò che un auto da corsa doveva avere.Ha corso in parecchie gare comprese Mille Miglia e 24 ore di Le Mans.Ancora oggi la si può ammirare nelle gare rievocative più importanti e in concorsi di eleganza di tutto il mondo.
Category :
Tatra 87 chassis #
La Tatra 87 (chiamata anche T87 o Tipo 87) è una grande autovettura di lusso a motore posteriore, prodotta dalla casa automobilistica cecoslovacca Tatra dal 1936 al 1950. È una continuazione della serie di berline Tatra aerodinamiche iniziata dalla Tatra 77.
Category :
Alfa Romeo 2500 SS Villa D’Este #
Category :Le Mans 100 BEST CLASS
Ferrari 250 TR Lucybelle II #
Il nome “Lucybelle” (per la precisione “Lucybelle II”, l’appellativo storico che identifica il rarissimo telaio numero 0732TR della Ferrari 250 Testa Rossa).La vettura fu acquistata e schierata alla 24 Ore di Le Mans del 1958 dal pilota e imprenditore automobilistico statunitense Ed Hugus. Esistono due versioni storiche sull’origine del nome, entrambe collegate alla sua cerchia ristretta: Secondo la ricostruzione più accreditata nell’ambiente dei collezionisti, Lucy Belle era l’affascinante donna con cui Ed Hugus viveva un’intensa ma segreta storia d’amore. Non potendo rendere pubblico il legame a causa delle convenzioni sociali dell’epoca, Hugus decise di omaggiare la donna battezzando con il suo nome i propri gioielli meccanici. Il bolide prese la dicitura “II” perché Hugus aveva già chiamato “Lucybelle I” il suo yacht privato.Un’altra versione storica (riportata da testate specializzate come Forza) indica che Lucy fosse in realtà Lucille Davis, la moglie di Parker “Pete” Davis, un facoltoso appassionato di auto di Pittsburgh che era mentore e socio in affari di Hugus. Il nome sarebbe stato dipinto sulla fiancata dal team manager poco prima della corsa.A prescindere da quale fosse la musa ispiratrice, la combinazione della splendida livrea bianca con strisce blu, il numero 22 e la scritta Lucybelle II sul cofano trasformarono quella vettura schierata da un team privato — che conquistò un incredibile 7° posto assoluto a Le Mans — in una vera e propria leggenda di culto per gli appassionati Ferrari.
Altre Ferrari partecipanti a ICE 2023




















































